Voglio raccontare la storia dell’uomo che mi ha spezzato il cuore due anni fa.
Quando ci siamo conosciuti, cent’anni in due, sembrava che nella vita non avessimo atteso altro, che finalmente avessimo trovato quella difficilissima combinazione di cuore testa e corpo che raramente si crea.
Non riuscivamo a stare separati uno dall’altra, quando non ci vedevamo ci scrivevamo tutto il giorno.
Conobbi i suoi genitori e i suoi amici, lui conobbe mio figlio e i miei amici.
Con tutte le nostre stranezze (chi ha il coraggio di definirsi “normale” scagli la prima pietra) e particolarità, con le nostre differenze di carattere e di gusti avevamo trovato un equilibrio.
Semplicemente ci amavamo.
Eravamo una di quelle coppie che a guardarle fanno venire alle labbra un sorriso.
Si bisticciava, a volte, come tutti, ma si faceva subito pace.
Arriva il Covid, io lavoravo in un supermercato ed avevo paura di contagiare lui e la sua famiglia, i genitori anziani soprattutto. Poi non si poteva uscire.
Ci vedevamo in una stradina sterrata che unisce casa sua con la mia, seduti ad un metro di distanza a parlare.
Arriva luglio e lui diventa strano.
È sempre nervoso, in un paio di occasioni mi risponde male, è sgarbato.
Ad agosto mi arriva una foto su WhatsApp da lui. Per sbaglio mi ha mandato la foto di una bella donna con la mascherina. Chiedo spiegazioni. Mi dice una marea di palesi bugie. Mi dice che mi ama (e lui non me lo diceva quasi mai). Più mente e più mi inca**o. Più mente e più chiedo in giro se qualcuno conosce quella donna.
A settembre mi lascia.
Gli dico: “Mi avevi detto che non mi avresti lasciata per nessuna ragione al mondo”.
Mi risponde “Le cose cambiano”.
Continua a dirmi, anche dopo avermi lasciata, che non c’è nessuna donna e che mi ha lasciata per “incompatibilità di carattere”.
Dopo pochi mesi viene visto mano nella mano con questa donna. Seppi poi che la storia a quel punto era già avviata.
Ho superato le fasi del rancore, della delusione, non ancora quella del tradimento della fiducia. Non ancora quella dell’amaro in bocca.
Non riesco proprio a concepire come si possa giurare amore ad una donna avendone un’altra in testa.
Non mi ha mai chiesto scusa.
Adesso, quando lo vedo (come ho già detto, siamo vicini di casa e frequentiamo pure lo stesso bar) mi sembra di avere davanti agli occhi una persona diversa da quella che ho amato.
Ho amato un’illusione.
Ho amato il cuore di una persona senza cuore.
Ho riempito d’amore un contenitore bucato.
Ho irrigato e concimato un campo arido, dove non sarebbe potuto crescere nemmeno un filo d’erba.
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