È passato ormai un anno da quando la relazione con l’unico uomo che io abbia mai amato è finita.

Avevamo iniziato questa relazione in comune accordo, entrambi ci dicevamo che non eravamo tipi da relazione e invece abbiamo poi costruito insieme un grande legame che ci ha accompagnato per anni, che ci ha fatto scoprire emozioni così forti che mai avevamo immaginato di provare.

Ad un certo punto mi è persino balenata in testa l’idea di convivere e sposarci, seguito dai suoi “voglio un figlio insieme”. Che bello averlo visto così preso, così felice, così orgoglioso di avere me nella sua vita.

Poi sui social è stato aggiunto da vecchi amici, qualche birra di troppo ed ha cominciato ad allontanarsi da me. Tutti single, tutti “non mi innamorerò mai nella vita, bisogna solo divertirsi perché è una” (facile dire così quando non hai incontrato una brava donna). I suoi amici erano diventati improvvisamente più belli, più simpatici, più divertenti ed io troppo pesante, troppo rigida. Così mi lascia e comincia la vita frenetica in discoteca.

Capisco che sei preso dal momento, che le belle ragazze che vedi ballarti intorno non si possono evitare, capisco che buona parte lo fa l’alcol, capisco che la vacanza estiva che hai fatto restando ubriaco 24h su 24 è stata pazzesca e che ancora ne parli orgoglioso. Ma davvero è bastato tutto ciò a rompere il legame che ci univa? Davvero è bastato così poco, dopo anni e anni di relazione?

È andato via da un giorno all’altro, senza passare neppure 5 minuti a casa. La mia famiglia ad un certo punto non l’ha più visto. Così, all’improvviso, mentre avevamo ancora progetti da realizzare. Ed io dopo un anno sto meglio, certamente, continuo a inseguire i miei sogni, ma c’è quella parte mancante che è rimasta scoperta e che non riesco a riempirla con nessun altro al mondo. Non sapeva neanche lui cosa dirmi quando mi ha lasciato, non c’erano motivi concreti, non c’erano altre donne, il rapporto non era diventato quello tra due fratelli, abbiamo fatto l’amore fino al giorno prima di lasciarci.

Quando ci siamo lasciati e lui veniva a prendermi a casa perché voleva vedermi, aveva gli occhi spenti e non era felice. Mi stringeva in continuazione a sé e mi diceva di restare ancora, come ho sofferto nell’accontentarmi di avere solo poche briciole pur di godermelo ancora. Poi gli è morta la nonna (che bel legame avevamo) ed io in quella chiesa neanche ci volevo entrare, sapevo che ci sarebbero stati tutti i suoi amici a sostenerlo perché chi lo aveva conosciuto bene sapeva quanto lui tenesse alla nonna.

Ma mi faccio forza, metto piede in chiesa e non c’era nessuno, solo un amico di famiglia. Alla domanda del “dove sono gli altri?”, l’amico gli risponde “c’avevano da fare”. Io mi ammutolisco e abbasso gli occhi. Davvero hai rovinato tutto quel che di bello c’era per arrivare a questo? Ritrovarti da solo? Senza nessuno che si preoccupa per te, senza nessuno che ti ama. Senza nessuno che ti chiede come stai. Senza nessuno che ti abbraccia, che ti bacia, che ha voglia di fare l’amore con te in qualsiasi momento.

Adesso, dopo un anno, piango di rado, ma fa ancora abbastanza male essere stata buttata così come uno straccio vecchio dopo anni di premura e di amore. Lui mi ha cercato, ma io l’ho bloccato dappertutto. Per orgoglio, per dignità, per sofferenza. Lo amo ancora molto e sempre lo farò, ma mi ha deluso così tanto che adesso merita solo di beccarsi le conseguenze alle sue azioni. Nella mia vita non gli permetterò mai più di entrare. Ho il sentore che lui presto si farà una nuova vita con un’altra donna, alla ricerca di quell’amore che ha provato con me perché adesso sono quasi diventata un pensiero ossessivo per lui. Io invece credo che rimarrò single. Perché ho amato una sola volta nella mia vita e non ho intenzione di farlo più.