Il mio ex (ci siamo fidanzati quando avevo 18 anni e siamo stati insieme 6 anni) ha cominciato a scrivere la nostra storia con appuntamenti romantici, corteggiamento da vero principe, lettere, gesti galanti e la volontà di ufficializzare subito la cosa.

Già dopo pochi mesi comincio ad accusare le prime incongruenze riguardo ad alcune situazioni: diceva di essere iscritto all’università e nel bel mezzo di passeggiate o riunioni con i miei genitori diceva di dover andar via per studiare, salvo scoprire poi che in realtà aveva mollato ben più di due anni prima; mi raccontava di aver sofferto di bulimia e anoressia a causa della rottura dalla sua precedente storia, invece sua mamma durante una cena ingenuamente citò il nutrizionista che lo aveva aiutato a dimagrire.

Chiaramente tutte incongruenze alle quali ha sempre saputo dare ottime spiegazioni, facendo vacillare le mie certezze.

Un anno più tardi, cominciano ad uscire fuori i primi episodi di tradimenti: la prima volta scopro una conversazione con una donna più che quarantenne parecchio in carne nella quale lui faceva complimenti ed ipotizzava appuntamenti dal vivo; la seconda volta scopro una chat con una mia collega d’università (nonché “amica”, con la quale avevamo organizzato una mostra d’arte poiché entrambi loro artisti), nella quale si era scesi in particolari intimi relativi alla verginità di lei e al piacere che lui provava proprio nello sverginare; terzo episodio durante un viaggio che lui fece per partecipare ad un concorso nell’arma, durante il quale (scoprii a posteriori) cercò delle escort con cui andare (da premettere che io gli preparai la valigia, lo aiutai a studiare e al suo rientro lo accolsi nuovamente a casa, nel mio letto, ignara di tutto); per un periodo lavorò presso un call center insieme ad una ragazza che ancor oggi ride di me, chissà perché; ultimo episodio con messaggini “simpatici” ed appuntamenti all’indomani che una sua collega di lavoro mandò mentre io e lui eravamo insieme e che poi cercò di coprire con l’aiuto di un suo collega facendoli passare come scherzo telefonico.

In tutto ciò passano gli anni ed io sono sempre più esausta, con meno autostima, sempre più magra e comincio a soffrire d’ansia e attacchi di panico.

Oltre ai tradimenti, alle bugie, alle cose nascoste, ci sono stati attacchi d’ira ingiustificati da parte sua in cui mi ha distrutto casa, mi ha messo le mani addosso, mi ha sputato in faccia e ha minacciato più volte il suicidio.

L’ultimo anno è stato un’escalation di abusi, violenze fisiche e verbali che mi ha portato a dire finalmente quel basta che andava detto molto prima.

Ad oggi sono fidanzata da 3 anni con un uomo più grande di me, è andato tutto bene per il primo anno, complice anche il Covid che ci ha fatti vivere dentro una sorta di bolla.

Ad un certo punto, quando siamo tornati nel mondo, dentro di me si è rotto qualcosa.

Sono tornati i mostri del passato a tormentarmi e non riesco a fidarmi di lui. Ho paura di star facendo pagare a lui il conto di un passato che non sono stata in grado di chiudere io. Ho paura di averli in testa, questi mostri, di star facendo schifo con lui solo per il terrore di essere di nuovo ingannata. Di farmi forte con uno scudo che alla fine è solo la mancanza di un’autostima che non è mai più tornata.

Cosa devo fare?