Sarà un po’ lungo, perché la vicenda è intrisa di momenti.

Essendo stata a parer mio una relazione tossica ci ho messo un po’ di tempo prima di capirlo, come sempre è.

Non ci sono stati particolari comportamenti come ne leggo a volte. Qui si tratta di insicurezze, paure, imcomprensioni e probabilmente tempi sbagliati.

Tutto inizia a gennaio 2020, un abbraccio dato in un momento particolare che a me fa cambiare completamente la visione di questa persona che fino a prima era una delle tante ragazze che facevano un corso con me in palestra.

La guardavo più delle altre, mi piaceva esteticamente, ma lì il discorso finiva. Anzi, ci stavamo pure un po’ sul ca**o a vicenda.

Durante il lockdown ci scriviamo e iniziamo a sentirci, a me prende mentalmente e le confesso un’attrazione nei suoi confronti.

Appena abbiamo la possibilità ci vediamo, e appena ci vediamo ci abbracciamo e poi passiamo la sera a baciarci. Finisce la serata, ci si saluta e il giorno dopo: “Non credo sia il caso di rivedersi”.

Chiedo spiegazioni e rimane sul vagom comunque accetto e vado avanti. 10/15 giorni dopo mi ricerca, io nel frattempo sono uscito con un’altra. Quando ci vediamo per parlare e decidiamo di riprovare ad uscire glielo confesso, perché non mi piace tenermi delle cose segrete.

Lei mi dice che deve confessarmi una cosa anche lei e mi dice che stava con uno, che si erano lasciati quando ci eravamo visti ma avevano riprovato e che ora si sono lasciati definitivamente.

Incasso il colpo un po’ malamente e questa cosa porta a un altro allontanamento. Ci riprendiamo e lasciamo (è sempre lei a lasciarmi) per svariate volte nel corso dell’anno seguente, con motivazioni dal “voglio stare da sola, ho bisogno di capire cosa voglio, non sono ancora uscita dalla relazione precedente, non hai una casa quindi dobbiamo stare sempre da me, la differenza di età, lo stile di vita (lei con un figlio), sei troppo impegnato”.

Insomma, una sequenza infinita di st****te che puntualmente vengono da me smontate dopo che riesco a scindere il lato emotivo da quello razionale.

Riesco a ragionare a mente lucida sulle cose che mi ha detto facendo poi un raffronto su come siano andati i fatti. In questo ci si può mettere che io essendo totalmente innamorato (lo sono tutt’ora, purtroppo) ho fatto l’80/90% dei passi per andare verso di lei giustificando e mettendomi in secondo piano per il bene del rapporto.

A settembre dell’anno scorso decidiamo di chiuderla definitivamente, a dicembre inizio a vedere un ritorno a guardarmi le storie su WhatsApp e a pubblicarne lei con dei messaggi ambigui.

A gennaio mi si presenta alla porta di casa (nel frattempo mi sono trasferito a stare da solo, che era già in progetto mentre stavamo insieme). Mi dice che vuol tornare insieme, che ha capito che vuole stare con me, che vuole me, che vuole costruire un rapporto significativo.

Io preso da ansia e paura dopo l’avvicinamento mi fermo e le dico che ho bisogno di tempo perché iniziare un rapporto in quel momento con il bagaglio che mi porto dietro, senza risolverlo prima, non porterebbe da nessuna parte perché mi chiuderei a riccio alla prima avvisaglia di qualcosa di sbagliato.

A febbraio, dopo un mese in cui sono andato in overthinking, ho avuto delle crisi d’ansia e ho fatto un percorso. Le parlo e le dico che ho bisogno di dimostrazioni costanti nel tempo che quello che mi dice sia vero (lei è una di quelle persone [almeno con me] parte con un entusiasmo alle stelle, in up completo per poi passare periodi di down dove sente il bisogno di stare da sola, di buttarti proprio fuori dalla sua vita].

Le spiego cosa è successo in quel mese, che le mie paure non se ne sono andate ma che ho fatto un lavoro per gestirle e darle la possibilità di dimostrarmi che ciò che dice sia reale, che il suo comportamento sia cambiato rispetto a prima.

Iniziamo a rifrequentarci. Le paure, però, non mi consentono di essere espansivo al 100% anche se cerco di darle sicurezze in maniera più concrete, con la presenza, con dei gesti anche importanti (le propongo di farle conoscere i miei amici che non ha mai voluto conoscere, le propongo di fare cose insieme, di condividere il tempo).

Lei, che sente questa resistenza, piano piano inizia a tirarsi indietro, noto anche il fatto del dirmi di no a conoscere i miei amici, noto il fatto che mette prima altre cose di me, noto che non riesce a farmi entrare nella sua vita, e inizio a chiudermi un po’ prendendo i miei spazi.

(Continua)