Mi ero trasferita in Germania per motivi di studio.
Incontro questo ragazzo tedesco ad una festa, bello, alto super gentile, che subito mi fa una buona impressione anche se sembra fin troppo preso da me, tanto che quella stessa notte chiede ripetutamente un mio bacio, nonostante il mio continuo rifiuto.
Metto da parte questo suo lato insistente e cominciamo una frequentazione e io gli spiego subito che, una volta finita l’Università, sarei comunque tornata in Italia, ma che mi faceva piacere incontrare qualche amico in più.
Nonostante questo chiarimento lui comincia a scrivermi tutti i giorni. Mi chiede di passare San Valentino insieme, mi regala un mazzo di rose rosse, mi porta sul punto più romantico della città e mi chiede se avessi intenzione di rimanere in un Paese straniero nel caso mi capitasse di innamorarmi di qualcuno del posto.
Il giorno del nostro primo bacio mi dice subito: “Ti amo” (era un mesetto che ci conoscevamo) e mi dice che non gli importa se non parlo benissimo tedesco, non gli importa dei malintesi e che alla fine trovavamo sempre un modo per capirci.
Per lui c’era buona chimica e, a suo dire, mi trovava bellissima.
Tutto mi faceva intendere che da parte sua c’era sentimento e che io fossi, forse, una persona con cui veramente avrebbe voluto costruire qualcosa di più di un’amicizia e ciò sinceramente mi destabilizzava non poco.
I problemi cominciano subito dopo il primo bacio.
Lui comincia a parlare di figli, addirittura a sceglierne i nomi. Dice che un figlio è la cosa più bella che gli potrebbe capitare, per poi dirmi subito dopo un paio di mesi che non è sicuro di volere dei bambini, perché questi sarebbero poi diventati il centro della sua vita e non era sicuro di voler investire tanto tempo su qualcuno.
In più, aggiunge: “Avere un figlio in questo periodo storico? Sai il riscaldamento globale, i costi, che vita gli faccio fare a mio figlio?”. E fin qui tutto bene, ognuno ha le sue idee, però sinceramente mi sembra strano che cambi idea così all’improvviso su un argomento così importante. Ma vabbè.
Ignoro la questione e dopo un po’ cominciano i problemi riguardo la biancheria che indosso. Comincia a farmi notare la mia pancia, che a suo dire è un po’ troppo rilassata (porto la 42). Mi fa notare la ceretta non sempre perfetta per poi darmi della complessata. Ma non lo fa con cattiveria, mi dico. Vabbè.
Lui mi dice comunque che senza di me non può stare, e che non riesce a passare più di 3 giorni senza vedermi.
Arrivano le feste in città (10 giorni tra bande, giostre e manifestazioni) e gli chiedo se vogliamo passare un giorno insieme. Lui mi dice di no, che ha molto da fare. Lo vedo però sempre in giro con i suoi amici e quando gli faccio notare questo fatto, mi risponde che lui fa le cose con calma che non gli piace che gli metto fretta nella relazione (io? Quando è stato lui a parlarmi di figli dopo un mese) ma vabbè.
Le feste passano e tutto torna come prima, fino a quando mi sento male e gli chiedo di accompagnarmi in ospedale. Lui ignora completamente i miei messaggi per ore, dicendo che non era in casa, quando lo vedo benissimo online su Instagram e WhatsApp. Mi chiudo gli occhi, e vado avanti. Vabbè.
Mi dice che avrebbe trovato lavoro in città per l’estate, così saremmo potuti stare insieme se anche io avessi avuto voglia di rimanere in Germania quell’anno. A malincuore accetto, fiduciosa che avremmo passato un po’ più tempo insieme e mi avrebbe portato a visitare un po’ il suo Paese. Illusa. (Non mi ha nemmeno mai portato a Berlino, sua città natale).
Ci mandavamo messaggi tutti i giorni.
Una bella domenica scompare senza avvisarmi. Dice che è stato molto poco al telefono, che era in montagna (lo vedevo sempre online), ma vabbè.
Una sera ero con lui, e una mia amica ha bisogno di aiuto. Mi telefona e mi chiede di andarla a cercare e di non sapere dove si trova.
Chiedo a lui di aiutarmi a trovarla e lui semplicemente mi dice che non è compito suo, che è la mia amica e che preferisce andare in discoteca con i suoi, di amici.
Mi abbandona in mezzo alla strada e mi dice urlando che non posso pretendere cose da lui. Il giorno dopo nemmeno mi invia un messaggio per sapere se fosse tutto a posto. Ma vabbè.
A fine maggio mi dice che avrebbe passato tutto giugno in vacanza, con i suoi amici prima, con i suoi genitori poi, che insomma non ci sarebbe stato per tutto il mese. (Ma non era lui ad avermi chiesto di rimanere l’estate?). Quindi mi sono ritrovata a passare da sola giugno quando sarei potuta benissimo tornare in Italia dalla mia famiglia, ma vabbè.
Il giorno prima che partisse litighiamo e gli chiedo se sia possibile vederci prima che prenda il treno, perché poi non ero tanto sicura di voler rimanere a luglio. Mi dice che ha tanto da fare, ma che 5 minuti per me li trova.
Mi lascia tutto il giorno ad aspettarlo attaccata al telefono per poi dirmi che andrà via in macchina con il suo coinquilino perché così poteva risparmiare 15€ di treno e che non ha tempo per me.
Mi sono sentita malissimo.
Ha preferito 15€ anziché vedermi e risolvere il nostro litigio, senza nemmeno sapere se mi avrebbe ritrovato lì al suo ritorno dalle vacanze. Mi sono sentita meno di zero.
Più che ex da incubo, sono caso umano io che mi sono fatta trattare così senza dar peso a tutte le red flag nel corso dei mesi e ad accontentarmi di briciole sempre più piccole e a vivere nelle insicurezze e attacchi di panico i mesi dopo la fine della nostra storia.
Ho perso peso, sonno e soldi per stargli dietro, ma ora sono di nuovo in Italia e sono felice. Fatevi sempre trattare con rispetto e non credete alle parole, ma guardate i fatti.
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