Questa non è una ex da incubo in quanto non è mai stata ”ex” ma vale comunque la pena di essere raccontata.

Siena, Luglio 2008.
Io ero reduce da due anni e mezzo passati in Inghilterra dove avevo fatto un anno di erasmus e avevo lavorato per un anno e mezzo come broker pubblicitario a Londra.
Ero tornato in Italia con l‘idea di trasferirmi in modo definitivo e magari cercarmi un lavoro nello stesso settore.
Una sera di agosto danno un film nella famosa Piazza del Campo.

Il film si chiamava “Piazza delle cinque lune” girato proprio a Siena.

Io e il mio migliore amico andiamo anche perché è un evento gratuito e forse l’unica cosa da fare in Agosto a Siena (a parte il palio).
Scomodamente seduti per terra sui mattoni della gremita Piazza guardiamo il film. Davanti a noi un gruppetto di quattro ragazze nostre coetanee dall’accento marcatamente del sud, essendo noi in due e banalmente single e loro in quattro e decisamente carine decidiamo di attaccare bottone. La cosa va inspiegabilmente bene, le ragazze si dimostrano affabili e subito intavoliamo una conversazione che prosegue anche dopo la fine della proiezione.
Usciamo dalla piazza e ci sediamo in uno dei tanti bar che ne fanno da contorno, chiaccheriamo, fumiamo una sigaretta, ridiamo con io e il mio amico che parliamo della nostra città e loro che ci raccontano delle loro dicendoci che erano studentesse fuori sede che erano venute a Siena a cercare una casa in affitto per l’Università che sarebbe iniziata a Settembre.

Il mio amico come ovvio che sia conoscendolo, prende la palla al balzo e gli dice: ”Lui (cioè io) ha un appartamento che affitta agli studenti!”.
In effetti io avevo e ho tutt’ora un appartamento con quattro camere che affitto agli studenti ma quell’anno c’era solo una camera libera in quanto le altre erano già affittate da altri universitari che sarebbero poi rientrati appunto a settembre.

L’unica camera disponibile la stavo usando io come “appoggio” (vi ricordo che i miei abitano fuori città in un paesino) per quando rimanevo in centro e non avevo voglia di tornare a casa.

Comunque la serata prosegue, il mio amico praticamente “sequestra” una delle quattro raccontandogli tutti i fatti suoi (il mio amico è molto benestante) mentre io semplicemente cerco di intrattenere le altre tre.

Comunque, fatto sta che tra una chiacchera e l‘altra il mio amico e le quattro ragazze mi convincono a mostrargli il mio appartamento, dunque saliamo e visto che era momentaneamente vuoto ci svacchiamo sui divanetti del salotto e rimaniamo così, in silenzio, al buio e la luce dei lampioni che illuminava la stanza attraverso la finestra tenuta aperta per il caldo.

Io mi ritrovo quasi abbracciato a M., una ragazza siciliana che poi era anche quella che mi piaceva di più, mentre il mio amico sta flirtando spudoratamente con Ornella la napoletana.

Fatto sta che le altre due si erano addormentate (o almeno così sembrava) mentre noi quattro eravamo ancora svegli.

Ad un certo punto il mio amico si alza e mi chiede se ho una camera dove lui puó appartarsi con Ornella e io, controvoglia, lo faccio andare in una delle stanze affittate raccomandandogli di non toccare assolutamente niente mentre io mi dirigo con Marzia in camera mia lasciando le altre due sul divano a dormire.

Tralascio che cosa è successo quella notte perché ve lo potete immaginare, fatto sta che la mattina percepisco del “movimento” in casa ma il mio sonno era superiore alla curiosità di sapere che cosa succedeva intorno a me (davo per scontato che qualcuna di loro stesse usando il bagno) e ricordo solo di aver sentito il portoncino d’ingresso chiudersi pur continuando a sentire l‘acqua scorrere nel bagno adiacente alla camera.

Nel dormiveglia do per scontato che le due ragazze che erano rimaste sul divano se ne fossero andate mentre io, il mio amico, Marzia e Ornella fossimo tutti ancora in casa.

Mi riaddormento, aspettando che il corpo caldo di Marzia ritorni a farmi visita nel mio letto ma così non fu.

Dopo un paio d‘ore vengo svegliato dal mio amico che piomba in camera dicendo che le ragazze se ne sono andate e ci hanno derubato!

Incredulo e ancora mezzo rincoglionito mi alzo, controllo e non trovo né i due telefoni (un iPhone nuovo di pacca che avevo acquistato un paio di mesi prima in Inghilterra e un BlackBerry che mi aveva dato la società di pubblicità per cui lavoravo) né il mio orologio Breil. Mi fiondo nel corridoio e vedo che il mio portafogli è vuoto anche se le carte e il Bancomat sono ancora lì.
Idem il mio amico, orologio, cellulare e soldi spariti dal portafogli.