L’ex da incubo è quello che quando ti suona il telefono te lo leva dalle mani per vedere chi ti cerca.
Che ti chiama tr*** e zocc**** come se fosse normale.

Quello che si sveglia una mattina imbestialito perchè ha sognato un ex che veniva di notte a casa e per questo voleva mettermi le telecamere fuori la porta e alla mia faccia perplessa si incavola ancora di più dicendo che se non hai nulla da nascondere il problema non dovresti avercelo.
Che ti accusa ogni singolo giorno di tradirlo e nonostante ciò – tu povera cre*ina in cerca di quelle briciole di amore – cerchi di tranquillizzarlo sottostando a tutti questi atteggiamenti pazzi e violenti, un giorno ha deciso che aveva un problema al pene (dico così perchè tutti i dottori hanno detto che stava benissimo) perciò ha chiuso bottega per circa un mese e io ovviamente non potevo pretendere nulla da lui visto che mi ha dato della ninfomane tr*** quando gli ho detto che doveva ascoltare i medici, quindi faccio passare tempo sempre cercando di essere paziente fino a quando mi sento dire: “Che c’è, non cerchi più il ca**o ora? Ti sei calmata o hai fatto la tr**?”.

E con tutta la tranquillità e la pace del mondo la mia risposta è: “Fatte ‘na domanda e datte ‘na risposta, ti ho rispettato sempre e mi hai sempre umiliata ma ieri finalmente me so sc***ta tizio, almeno non rompe il c***, perciò sì, sono una grande tr**a”.

Ho chiuso la chiamata con gli strilli di lui, ma che soddisfazione.

Lo so, non si fa, questa breve e intensa storia è durata circa 5 mesi in cui ho capito che gente come lui deve soffrire perché così non tratti né me né chiunque altro e che gli serva da lezione.

Da quel giorno ho capito quanto possano pesare le parole e quanto bisogna apprezzare i gesti di chi ci sta vicino.
Non accusate, non state sempre a pensar male. Chi vi ama ci soffre, e alla fine siete voi che ce li portate.