Il mio ex si è sempre mostrato indifferente ai miei problemi e alle mie sofferenze (anche gravi), ma ogni volta che provavo ad allontanarmi, tempo qualche settimana mi facevo impietosire dalle promesse e gli spergiuri di “aver capito” e “cambierò”, e tornavo, convincendomi di essere io a pretendere troppo.

È stato un mio grosso errore, me ne rendo conto.

L’ultima goccia, nonché la più grave: viene a mancare, improvvisamente e tragicamente, una mia cara amica.
Gli telefono piangendo chiedendogli se può venire a casa da me, non ce la faccio a stare sola. Farfuglia qualcosa su un impegno, riattacca il telefono e lo spegne.

Ricompare ore dopo, sostenendo di averlo fatto perché “devo imparare ad affrontare le difficoltà con le mie forze”. A questo giro è troppo grave. Lo lascio, non voglio più vederlo, e complice anche un percorso di terapia (iniziata per altre motivazioni) riesco a non lasciarmi più impietosire dalle sue lacrime.

Scoprirò poi che quel famoso giorno è uscito con gli amici, raccontando peraltro a tutti della scomparsa della mia amica e sostenendo di avermi chiesto se desiderassi la sua compagnia, che era disposto a mollare qualunque impegno pur di stare con me, e che io lo avrei “scacciato in malo modo”.

Poche settimane dopo, posta una foto con un’altra ragazza e un lungo messaggio infarcito di frecciatine nei miei riguardi in cui dichiara di aver finalmente, dopo tanta sofferenza, trovato una donna che lo ama e lo accetta per come è.

Sono ancora in lutto e in sofferenza, in un momento di debolezza estrema, mi sento morire ma non cedo neanche stavolta, eliminandolo da ovunque per non vedere più nulla.

Col tempo, complice la terapia e complici gli amici a cui chiedo aiuto, scendo a patti con quanto successo. Lui si lascia con la nuova ragazza, ritenta un riavvicinamento.

Nei mesi ero venuta a scoprire che durante la nostra frequentazione raccontava abitualmente ad amici in comune dettagli anche molto privati della nostra vita, romanzandoli però per fare lui la parte della vittima e io dell’arpia. Non sono speciale: lo faceva anche con la “nuova” ragazza, ora ex. Un modus operandi ben collaudato.

Gli faccio presente che so tutto. Lui prima nega, poi farfuglia, poi ammette ma sostiene di “non essere stato in lui”, di essere, ancora una volta, “cambiato”. Lo sto a sentire, poi gli ribadisco che non mi interessa avere più alcun rapporto con lui, né amicizia, né, figuriamoci, altro.

Passa il tempo, qualche (rara) volta ci si vede ad eventi di conoscenze comuni, mantengo le distanze.

Passano gli anni, dopo qualche blanda frequentazione priva di drammi ma conclusa in un niente di fatto mi innamoro di una persona e scopro, non senza difficoltà, com’è vivere una relazione “normale” in cui ricevo (anche) amore e supporto.

Tempo fa io e il mio fidanzato ci regaliamo una coppia di anelli per una ricorrenza, di cui metto una foto su un social.

Il mio ex la vede (con un profilo falso, immagino, in quanto “ufficialmente” bloccato da anni) e telefona ad un amico comune ad un orario improponibile, smattando, farfugliando cose tra “mi sta mancando di rispetto” (!!!) e “sono pentito”. L’amico gli ride in faccia e riattacca sul muso e il giorno dopo, tra il divertito e lo sca**ato, racconta a me e il mio compagno la cosa.

Mi è venuto da ripensare a tutti i pianti, gli attacchi di panico per la sua assenza, a tutto il male gratuito. Il sollievo che ho provato rendendomi conto che è tutto nel passato, non avete idea.

Ho riso anche io, stavolta.