Ci siamo conosciuti nel 2016, anche se già avevamo avuto modo di parlare qualche anno prima ma avevamo perso i contatti perché la sua ragazza del tempo era gelosa e non voleva che parlassimo.
Io ero alla soglia dei miei 18 anni, infatti ci fidanzammo circa un mese prima del mio compleanno.
Qualche giorno dopo il mio 18esimo e la festa, ci vedemmo per la prima volta, considerando che eravamo a distanza.
In quel momento mi sembrava tutto perfetto, stavamo bene ed io ero super contenta. Siamo stati circa 4 giorni insieme. La mattina della sua ripartenza io ero ovviamente molto triste e, non ricordo a che proposito, lui mi disse: “vorrei poterti amare veramente”.
Quando sentii questa frase ci rimasi malissimo, tanto da piangere come una disperata. Lui mi corse dietro e mi rassicurò dicendo che si era semplicemente espresso male. Li per lì ci credetti, anche se avrei dovuto capire l’andazzo già da quel momento.
Non vado nel dettaglio di ogni cosa che ha fatto e mi limiterò a citare qualche episodio più eclatante per dare l’idea del tipo di persona che era, perché altrimenti diventa un post infinito.
Nel corso di questi 3 anni era super geloso di qualsiasi essere maschile si avvicinasse a me e respirasse la mia stessa aria. Inizialmente mi faceva piacere il fatto che fosse un po’ geloso, ma con il tempo la situazione diventò impossibile.
Qualsiasi ragazzo mi rivolgesse la parola era una minaccia, compreso un mio amico che conosco dalla prima media. Un giorno addirittura si inca**ò da morire perché un mio amico mi offrì un pezzo di kebab e secondo lui era un pretesto per portarmi a letto.
Questa sua possessività e gelosia arrivò ad un punto così estremo che non potevo mettere il naso fuori dalla porta di casa perché avevo il terrore di incontrare qualcuno e che lui mi facesse una delle sue solite scenate. Non avevo più amici, se non due mie amiche ormai storiche che per fortuna non mi hanno mai lasciata sola.
Dopo pochi mesi dal nostro primo incontro, ci siamo comunque visti abbastanza spesso fino ad arrivare alla volta in cui andai da lui e mi manipolò così bene da non solo avermi fatto abbandonare l’università pochi mesi prima, ma mi convinse anche a non tornare a casa.
Dopo tante preoccupazioni e tentativi da parte dei miei genitori di farmi ritornare a casa, rimasi da lui per circa un mese. Ero quasi pronta a rinunciare ad un concerto a cui tenevo tantissimo pur di restare lì, inconsciamente forse più per paura che per altro.
In quel mese non ebbi il ciclo, abusava di me cercando di avere rapporti mentre dormivo; di questi ultimi ero consapevole solo in parte perché pensavo, nella mia stupidità, che fosse normale.
Mi sono resa conto che fossero abusi solo di recente, anche grazie alla psicologa e al mio attuale ragazzo, e ci siamo lasciati 3 anni fa.
Quando decisi di lasciarlo fu una tragedia perché insisteva sul fatto di riprovarci una volta andata a vivere a Roma, città in cui studio perché lì “ci potremmo vedere più spesso”.
Quando mi disse questa frase capii che non aveva compreso tutte le altre problematiche che c’erano alle spalle ed era rimasto in superficie.
Da allora misi un punto alla storia, ma lui no.
Continuò a mettere post su post sui vari social additandomi come una persona triste e infelice, come la poco di buono e come una che la dava al primo di turno quando la relazione con lui è stata la mia prima, nonostante fosse stato lui a tradirmi.
Tutto questo è durato per circa 2 anni, ha “smesso” solo di recente perché forse ha trovato modi migliori per perdere il suo tempo.
In tutto questo, con tutte le prove di post in cui parlava di me e mostrava foto nostre che prendevano fuoco, la polizia postale non ha mai provato a muovere un dito mentre io vivevo con il terrore di potermelo trovare di fronte e che potesse farmi del male, considerando che sapeva dove vivevo, che si era fidanzato con una ragazza che viveva a Roma (anche se ora non stanno più insieme) ed essendo stata obbligata anche a cambiare numero di telefono.
Se siete arrivati fin qui, grazie.
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